BAHAMAS – COMMENTI E RACCONTI DI VIAGGIO

1) AUTORE – Herlè Hamon – Le isole di Acklins e Crooked: il paradiso del sud

Ho visitato per la prima volta le Bahamas alla fine del 2013. Questo Paese, che è riconosciuto come la capitale mondiale del tarpon, era probabilmente l’ultima vera destinazione con “flat” del mio elenco di cose da fare prima di morire. Ho pescato nelle flat di tutto il mondo, dai Caraibi, alle Seychelles, dalle Maldive fino all’isola di Natale, dalla Polinesia francese, alle isole  Cook ed ho fatto persino improbabili viaggi d’esplorazione sulle isole Solomon e su atolli remoti! Le Bahamas, comunque, sono qualcos’altro!

La mia riluttanza a scoprire le Bahamas è venuta principalmente dal fatto che qui in Europa la maggioranza dei pescatori a mosca pensa che vi siano più pescatori che tarpon nelle flat delle Bahamas e che un terminale da 7 metri e un tippet 6x con dimensioni 14 Crazy Charlie siano l’unica cosa in grado di farvi catturare qualunque pesce anoressico del posto!

Il mio primo viaggio mi ha permesso di scoprire l’arcipelago del nord lungo tutto il tragitto verso il sud e di lanciare mosche in molti luoghi diversi. Ho cominciato a Grand Bahama e Abacco, mi sono addentrato verso la parte centrale diAndros per continuare poi verso Long Island, e infine ho deciso di concludere il mio  viaggio sulle isole di Acklins e Crooked.

Il piccolo lodge dove ho soggiornato si trova in un’ampia baia su una spiaggia lunghissima di fronte all’oceano che mette immediatamente dell’umore giusto. I 200 residenti dell’isola di Crooked sono suddivisi principalmente in due o tre piccoli villaggi tranquilli e caratteristici. Qui tre macchine in strada contemporaneamente sono considerate un ingorgo! Da questo lodge io e i miei amici abbiamo avuto la possibilità di pescare sia a Crooked sia ad Acklins.

Sulle sterminate flat di Acklins, il primo giorno ho pescato in prossimità del grosso canale tra le due isole principali. Questo canale è il luogo di passaggio di molti predatori che cercano di raggiungere le flat per papparsi alcuni tarpon con l’alta marea.

La mia guida sorrideva tutto il tempo, ma non parlava molto. Ad ogni modo, aveva un incredibile spirito d’osservazione e a volte mi sorprendeva puntando pesci che si trovavano a una distanza di oltre cento metri. Era impressionante! Con il suo skiff siamo passati  attraverso dei varchi in labirinti di mangrovie e siamo arrivati in una baia di rara bellezza circondata da colline di corallo fossile con punte alte 6 o 7 metri; un vero paesaggio da cartolina.

La marea comincia a ritirarsi e noi ci fermiamo in un canale fiancheggiato da ambo i lati da grosse flat sabbiose. Non ho neanche avuto il tempo di saltare dalla barca quando arriva il primo branco di pesci. Nelle due ore successive aspettiamo giusto che le dozzine di tarpon lascino le lagune interne per tornare in acque più profonde. Prendiamo 7 o 8 tarpon quasi senza muoverci e un grosso barracuda mentre torniamo allo skiff. Ormai appaiono in prossimità del canale molte grosse stingray. La mia passione per i permit  viene fuori immediatamente e chiedo alla mia guida se abbia mai visto permit seguire questi grossi pesci. Lui risponde con la sua caratteristica flemma: “c’è una buona popolazione di permit, ma le guide di solito non li pescano!” Mi ribolle il sangue nelle vene!

Metto una mosca «Avalon», un gamberone che funziona bene a Cuba e che dovrebbe funzionare bene anche qui. Il lancio è buono, ma non succede assolutamente nulla. Questo scenario si ripete altre quattro volte in un’ora, ogni volta con pesci solitari da più di venti libbre. Mi sto già irritando quando la mia guida avvista un «fratellone» dietro a una stingray, a una distanza di almeno 100 metri. Questa è l’opportunità che aspettavo, quella che aspettano tutti i patiti di permit. Salto fuori dalla barca e attraverso a guado la flat come se fossi un Navy Seal in servizio. Mi fermo a circa trenta metri dal mio obiettivo. Il lancio è accurato e la mia mosca atterra nel bel mezzo della grande chiazza nera. Sono fiducioso, due strip piccoli e uno lungo e allamerò il mio primo permit delle Bahamas!

Dopo sette lanci e cinquanta strip il mangiatore di granchio non ha ancora mosso una pinna! Io decido di ´andarci a fondo´e metto la mosca sul fondale sabbioso giusto di fronte a questo strano duetto. Muovo il gambero, sento qualcosa, sistemo l’amo, la canna si piega ma il permit non si sposta! Beh, vi risparmierò la strenua lotta che ebbi con la stingray da 100 libbre, mentre il permit decisamente non lasciava il suo ospite. Questo pesce attese finché io arrivai a 5 metri di distanza, infine decise di nuotare via. È comunque  abbastanza probabile che questo pesce non fosse mai stato preso o non avesse mai visto un lancio prima di allora. Questa prima esperienza non coronata da successo mi diede da pensare e mi mantenne motivato per i giorni successivi…

Canale dei permit! Il giorno seguente ho esplorato l’isola Crooked col mio amico Jean-Paul. Abbiamo incontrato le guide in una grande laguna interna che semplicemente puzzava di tarpon. Ho imparato in fretta che queste specie sono incontri casuali! Sull’isola di Crooked e di Acklins la situazione è la stessa. Le guide non hanno clienti che vogliano andare a caccia di ‘palometas’, quindi si concentrano sui tarpon, ma dovete credermi se vi dico che c’è molto potenziale!

Uscendo dalla mangrovia, appaiono enormi flat su ogni lato del canale principale, con l’acqua azzurra che viene direttamente dalla barriera corallina. Scendiamo dolcemente e con un palo spingiamo lo skiff su ambo i lati di questa superstrada acquatica. Abbiamo una perfetta corrente in entrata ed entro poche ore vediamo circa quindici grossi permit tra le 20 e le 40 libbre!

Torno su questo spot tre volte durante il viaggio e trovo infine una mosca chef che fa la differenza: la Dean Perez Velcro Crab. L’ho usata con successo a Cuba Cayo Cruz alcuni mesi prima. Ho allamato quattro permit con questa mosca e ne ho tratti a riva tre per salvare il mio onore.

Le condizioni favorevoli ai permit mi hanno permesso di esplorare altre aree di quest’enorme atollo e specialmente le sue incredibili isole esterne. Ci è voluta circa un’ora su una barca molto veloce per raggiungere la prima di queste “Cayes” che dominano  la barriera corallina. Una catena di nove isole remote e disabitate si estende dalla punta di Long Cay  verso Acklins con venti chilometri di flat e di ruscelli dalle acque turchesi. Non ho mai visto un luogo più bello nei Caraibi e già sognavo una casetta sulle palafitte con iguana, falchi pescatori e ovviamente pesci come vicini! Cominciamo a guadare le prime di queste cayes esterne su una vasta flat di alghe. Gli strombi, queste grosse conchiglie, sono dappertutto. Anche se nelle Bahamas si raccolgono ancora gli strombi a fini commerciali, ce n’è ancora un buon numero.

Poco dopo individuo del nervosismo nell’acqua, in parecchi punti concentrati in pochi metri quadrati. Penso subito che grossi branchi di triglie abbiano trovato rifugio in queste acque poco profonde per fuggire ai predatori. Quando mi avvicino, però, comincio a vedere pinne e code che attraversano dappertutto la superficie. In effetti sono circondato da centinaia e centinaia di tarpon!  Subito però mi rendo conto di non essere l’unico interessato a questi enormi “branchi” di pesci. Cinque o sei squali limone lunghi circa un metro e mezzo e dei grossi barracuda sono apparsi sulla flat. La mia mosca atterra al di sopra del più vicino gruppo di tarpon. Due strip dopo sento l’impennata e il backing comincia a staccarsi attraverso le guide della canna. Tutto sembra andare per il meglio finché tre siluri si lanciano verso il mio tarpon! Oops… Rattristato, metto in salvo una testa di tarpon, con tre squali che mi nuotano caoticamente attorno alle gambe!

Dichiaro guerra! Ritorno allo skiff e agguanto una canna coda 10 con un  “tippet in stile animaletto dentato” e un grosso streamer. In sole due ore caccio e prendo tre squali e un grosso barracuda. Dolce rivincita! (risata cattiva)

Operazione pesci balestra. Dopo pranzo, con la marea bassa, comincio ad avvistare grosse code che attraversano la superficie, ma non paiono tarpon. Sono “pesci balestra oceanici” che mangiano come pazzi i crostacei sulle alghe e sul fondale corallino ai bordi della flat. Sono stato abbastanza fortunato da aver catturato in precedenza questa specie nel Belize e a Cuba, ma solo per un colpo di fortuna, perché non ne ho visti molti esemplari.

Giusto di fronte a me ci sono almeno dieci pesci diversi che stanno mangiando. Mi avvicino il più furtivamente possibile, perché questi pesci si spaventano facilmente e si dirigono in acque più profonde se sono in allerta. Decido di provare uno «spawningshrimp» Enrico Puglisi color marrone chiaro sulla mia canna coda 8. Il primo pesce balestra al quale lancio viene verso la  mosca e mi mostra la sua bellissima coda.  Cerco di attaccarlo, ma non metto correttamente l’amo. Il pesce, però, si gira semplicemente e torna indietro. Stavolta la bestia c’è e fa un bell’attacco vigoroso.  Sono fortunato perché il mio gambero adesso penzola all’angolo della sua bocca dentata!

Quel giorno ho tratto a riva cinque pesci balestra prima che l’acqua diventasse troppo alta per poter continuare a cacciarli. Questi pesci si comportano come i permit e forniscono un ottimo addestramento per il Santo Graal!

L’ultimo giorno del nostro viaggio ho deciso di pescare tutto il giorno guadando l’acqua. Ho camminato per miglia nelle lagune interne  tra le mangrovie, in cerca di tarpon, lanciando ai pesci che sono a caccia attorno alle radici, ai branchi in giro sul fondale corallino e a grossi solitari in cerca di cibo facile. Il mio pesce più grosso era circa 8 libbre, che è davvero una buona taglia, credo, ma sono lontano dal record ufficiale del posto, uno sconvolgente mostro di 17,6 libbre catturato alcuni anni fa!

Sono rimasto profondamente affascinato da questo remoto atollo nelle Bahamas meridionali, a poche miglia da Cuba e dagli USA, ma quasi fuori radar. È difficile immaginare un simile luogo a un tiro di sasso dagli Stati Uniti.

Ma questo paradiso tropicale esiste e io ho ancora così tanti posti da esplorare: sterminate lagune interne con permit e tarpon e un sacco di “flat oceaniche” in cui si è pescato davvero poco!

Crooked e Acklins hanno ancora molti segreti da svelare!

 

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