Cile

cile

Paese che può essere definito come tricontinentale, perché si estende in Sud America, in Antartide e in Oceania, culla di tradizioni contrastanti, da quella popolare a quella cosmopolita delle città, attrae per i suoi paesaggi unici e i suoi affascinanti contrasti: dal deserto più arido del mondo ai ghiacciai della Patagonia, dalle Ande all’esotica Isola di Pasqua. Terra dalla storia millenaria arricchita dai popoli e dalle culture che l’hanno caratterizzata di volta in volta: Incas, Atacameños, Mapuches, Pascuenses. Un viaggio in questa terra rimane un’esperienza indimenticabile… un impatto affascinante con una natura trionfante, sontuosa, che si esprime in mille sfaccettature diverse. Di questo Paese chi ci è stato ha scritto “Nemmeno la mano di un grande pittore saprebbe rendere giustizia ai colori, alla luce e ai contrasti di questa terra dove finisce il Mondo e comincia il Paradiso”.

Geografia
Il territorio del Cile continentale si colloca su una lunga striscia di terra situata fra l’Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande.
La forma stretta e allungata caratterizza il Cile con una varietà incredibile di paesaggi: dagli altipiani desertici del nord dove si trova il deserto di Atacama, considerato l’area geografica più secca del pianeta, alle pianure mediterranee del Cile centrale; dalle verdi distese boschive delle regioni araucane, ai ghiacci della Patagonia cilena e della Terra del Fuoco, sino a giungere alla regione antartica. Inoltre c’è l’imponente cordigliera delle Ande, che mostra cime di oltre i 6.000 metri. Oltre questa interminabile catena montuosa, la pampa argentina, battuta incessantemente dal vento, lascia il posto ad un ambiente dove il prodigio della natura ha saputo creare un immenso giardino dove laghi turchesi, fiumi, pascoli, foreste e ghiacciai eterni sono circondati da imperiose vette che spezzano l’azzurro intenso del cielo.
Il Cile è attraversato da diversi corsi d’acqua che, generalmente, discendono dalla Cordigliera delle Ande dirigendosi verso l’Oceano Pacifico. A causa della caratteristica conformazione del territorio la maggior parte dei corsi d’acqua sono piuttosto corti e con una portata scarsa.
Fanno parte del Cile alcuni territori insulari nell’Oceano Pacifico, come l’Isola di Pasqua e le Isole Juan Fernández.

Storia
Al momento della colonizzazione europea, il Cile era abitato dagli Araucani, stabilitisi nella Gran Vallata centrale dopo aver assoggettato le tribù autoctone in epoca imprecisata. Le popolazioni indigene del Cile resistettero tenacemente alla colonizzazione spagnola del paese, tanto da mettere più volte a repentaglio la sopravvivenza stessa della colonia. Le caratteristiche di inaccessibilità di larga parte del territorio, ricoperto di catene montuose, non permettevano, infatti, agli Spagnoli una completa sottomissione delle popolazioni locali. Tra Sei e Settecento la colonia conobbe un discreto sviluppo economico grazie alla richiesta del grano cileno e all’importanza dell’allevamento del bestiame. Questa crescita economica favorì lo sviluppo di un’aristocrazia locale di origine europea, i Creoli, che divenne protagonista dei moti indipendentisti contro gli Spagnoli. Per liberarsi del dominio spagnolo, José de San Martín, uno degli artefici dell’indipendenza dell’America Latina, nel 1817 sconfigge l’esercito spagnolo ed occupa Santiago, la capitale cilena. Nel 1818 viene proclamata l’indipendenza cilena. Il nuovo Stato cileno imboccò una strada fortemente autoritaria e conobbe un lungo periodo di stabilità politica e sicurezza economica. Anche la guerra del Pacifico (1879-83), vinta a spese del Perù e della Bolivia, permise al Cile di ingrandirsi territorialmente conquistando regioni minerarie, ricche di giacimenti di salnitro e importanti province costiere. Nel 1891, però, si accendeva lo scontro tra le forze reazionarie e accentratrici, facendo così precipitare il paese in una sanguinosa guerra civile che lasciava irrisolte le forti tensioni sociali. Nella prima metà del Novecento il paese fu più volte sull’orlo della bancarotta e della guerra civile e la vita parlamentare conobbe ripetuti interventi dei militari, tentativi di colpi di Stato e scioperi. La vittoria del socialista Salvador Allende alle elezioni presidenziali del 1970 determinò l’introduzione nel paese di riforme radicali in favore delle classi subalterne, furono nazionalizzate importanti industrie e fu avviata una politica di apertura verso Cuba e i paesi socialisti. L’ostilità verso queste scelte e le crescenti difficoltà economiche del paese alimentarono la tensione a Santiago, dove, nel settembre 1973, con un sanguinoso colpo di Stato, il generale Augusto Pinochet s’impadroniva del potere bombardando il palazzo presidenziale. Seguirono quindici anni di brutale dittatura, che videro decine di migliaia di oppositori del regime scomparire nel nulla. Alla fine degli anni Ottanta, fallito il tentativo di Pinochet di restare ancora al potere attraverso un referendum, si apriva nel paese il processo di transizione dal regime dittatoriale alla democrazia.
Nel 2000, a conclusione di un decennio caratterizzato da un buon andamento complessivo dell’economia, dal ristabilimento delle relazioni diplomatiche con Cuba e dall’entrata del paese nel Mercosur (Mercato comune del Sud), di nuovo un socialista, R. Lagos, veniva eletto alla presidenza della Repubblica. Nel 2004 la magistratura cilena metteva agli arresti domiciliari Pinochet per i crimini commessi contro l’umanità.

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