Isole Faroer

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Schegge di roccia conficcate in pieno Atlantico, paesaggi brulli e fantastici che si specchiano in un mare color dell’acciaio. Le Faroer sono una nuova meta da scoprire, una destinazione non ancora battuta, dove pescare tutto il giorno senza incontrare anima viva non è un caso ma la normalità. L’accoglienza di questa popolazione è meravigliosa e per i bambini  è sicuramente un luogo perfetto: la quasi assenza di autovetture fa sì che ci si senta sempre tranquilli a lasciare i figli  a spasso per il paese.

Sull’origine del nome è dato ormai per certo, e comunque largamente accettato, che il significato sia “isole remote” (dall’antico germanico Far-Før-Fær, ovvero “lontano”, presente anche nell’inglese far, e dal norvegese Øy, ovvero “isola”).

Geografia
Le Fær Øer sono un arcipelago formato da 18 isole, al largo delle coste settentrionali dell’Europa, tra il Mare di Norvegia e il nord dell’Oceano Atlantico, a metà strada tra l’Islanda e la Norvegia. La capitale Torshavn conta circa 10.000 abitanti e l’isola in cui sono stato a pescare, Sandoy, appena 1000.

Storia
La storia delle origini dell’arcipelago delle Fær Øer non è ben nota; pare che nel VI secolo San Brendano e i suoi monaci, veleggiando nell’Atlantico settentrionale, avvistarono un paio di isole, da essi chiamate rispettivamente l’Isola delle Pecore e il Paradiso degli Uccelli. Gli storici moderni ritengono possa senz’altro trattarsi di due isole dell’arcipelago delle Faeroer. Il Paradiso degli Uccelli parrebbe corrispondere all’attuale Mykines, che è la più occidentale del gruppo e ospita una colonia di uccelli insolitamente consistente.
I primi esseri umani a stabilirsi sulle isole furono i monaci irlandesi, i quali tuttavia non vi misero piede prima della fine del VI secolo, in cerca di anime pagane da salvare o di un luogo in cui poter trascorrere in pace una vita di devozione. La permanenza dei monaci sulle isole non è sufficientemente documentata, ma è probabile che i greggi di pecore trovati sul posto dai norvegesi nel IX secolo derivassero da una razza molto robusta di ovini introdotta dagli irlandesi alcuni secoli prima. Allo stesso modo degli originari coloni islandesi, i primi norvegesi giunti alle Faeroer erano semplici agricoltori e pastori alla ricerca di un luogo tranquillo, lontano dalle scorrerie dei pirati e dalle prepotenze dei despoti che imperversavano sulla terraferma.
Le isole Faroer oggi sono una nazione costitutiva del Regno Unito di Danimarca e del Folketing, ovvero il Parlamento danese che comprende anche Danimarca e Groenlandia.
Sono una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948 e nel corso degli anni hanno ottenuto il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, ma non la difesa e gli affari esteri. Con l’eccezione di una piccola forza di polizia e guardia costiera, non hanno una difesa militare organizzata, che rimane responsabilità della Danimarca.

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