Maldive

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Le Maldive sono per eccellenza il paradiso terrestre per tutti coloro che sono alla ricerca di un angolo silenzioso dove regna la pace tra sole, mare e acque cristalline. Chi decide di soggiornare alle Maldive ha a disposizione una pluralità di atolli che comprendono piccole isole ricoperte da sabbia bianca e da una fitta vegetazione tropicale dove trascorre le proprie vacanze godendo di ogni comfort desiderabile e trovare una valida valvola di sfogo per tornare poi carichi alla vita di tutti i giorni. L’incanto di questo paradiso terrestre vi lascerà a bocca aperta. La vita durante un viaggio alle Maldive rallenta i suoi ritmi ed il corpo e lo spirito ne traggono un gran giovamento… Insomma, parola d’ordine “relax”.

Geografia
Le Maldive sono a cavallo dell’Equatore all’altezza del 73° parallelo, a circa 700 km a sud-ovest dello Sri Lanka. Sono un arcipelago costituito da circa 1.190 isole coralline divise in 26 atolli naturali, poggiati su un basamento di roccia calcarea e corallina che ha avuto genesi circa 60 milioni di anni fa nel corso dell’emersione d’imponenti montagne dal fondo dell’Oceano Indiano. Ogni atollo (“atholhu” in lingua dhivehi) è formato da diverse centinaia di isole per la maggior parte deserte. Nell’intero arcipelago infatti, le isole abitate sono circa 200, mentre sono poco più di 100 quelle adibite a villaggi turistici. Le rimanenti sono isole deserte o destinate a scopi agricoli e di sostentamento. Talvolta alcune isole sono costituite solo da un banco di sabbia in emersione, senza alcuna forma di vegetazione.
Le isole sono situate sia all’interno degli atolli, sia lungo la barriera oceanica che delimita l’atollo stesso. Tale barriera separa l’interno dell’atollo, le cui acque sono profonde al massimo 80 metri, dalle più profonde acque oceaniche, proteggendolo dalle mareggiate e dal forte moto ondoso. Le barriere oceaniche sono interrotte da canali detti “pass” (“kandu” in lingua dhivehi) che permettono il ricambio delle acque interne dell’atollo, determinando forti correnti in entrata e in uscita, specialmente durante le maree.
Quasi tutte le isole situate all’interno degli atolli sono poi circondate da una propria scogliera corallina che, accessibile agli appassionati di snorkeling, racchiude spesso anche una laguna poco profonda. Le isole sono formate da una base di sabbia bianca risultante dall’erosione delle barriere coralline da parte del mare, ma anche opera di alcune specie ittiche (come il pesce pappagallo o il pesce balestra titano) che mangiando il corallo lo restituiscono sotto forma di sabbia insieme alle feci.
Caratteristica unica delle isole maldiviane è il cambiamento della loro forma in base al periodo dell’anno. Le spiagge infatti si spostano lungo il perimetro dell’isola in base ai venti, alle correnti ed al moto ondoso.

Storia
La storia di queste isole è molto antica, anche se per lungo tempo si è creduto, presso questo popolo, che la sua origine coincidesse con la conversione all’Islam nel 1153.
Nelle varie ricerche condotte per capire cosa fosse avvenuto prima del 1153 sono state ritrovate pesanti pietre scolpite con simboli del sole, simili alle incisioni Maya e dell’Egitto. Si pensa che i primi colonizzatori fossero i Redin, una civiltà seguace del Dio Sole.
Questa civiltà nel corso degli anni fu assorbita da pescatori o marinai di fede buddista provenienti dall’India meridionale e dallo Sri Lanka ed in un secondo tempo da popolazioni provenienti dall’Africa orientale, dalla Cina e dai paesi arabi.
E’ oramai assodato che le Maldive furono un luogo di sosta e di commercio durante le lunghe navigazioni nell’Oceano Indiano. Noce di cocco, pesce essiccato e la famosa conchiglia ciprea erano solo alcuni dei beni scambiati e venduti. La ciprea, una piccola conchiglia bianca, veniva raccolta e usata come moneta nei paesi affacciati sull’Oceano Indiano. Alcune di queste conchiglie furono poi ritrovate in Norvegia e nell’Africa occidentale.
Nel II secolo d.C. i paesi arabi iniziarono a visitare spesso le isole dell’arcipelago diffondendo in questo modo la loro religione. Dall’epoca della conversione all’Islam in poi, le Maldive videro succedersi 84 sultanati intervallati solo dall’occupazione portoghese, avvenuta nel 1558 e che durò 15 anni, e dalla conquista di Malé, avvenuta nel 1752 per mano di pirati indiani che furono respinti dai soldati maldiviani. Il sultanato insediatosi in seguito durò fino alla costituzione della Repubblica Maldiviana.
Il 16 dicembre 1887 il Sultano delle Maldive firmò un contratto con il governatore britannico di Ceylon (oggi Sri Lanka) che trasformava le Maldive in un protettorato britannico. Il governo britannico promise la protezione e la non interferenza militare nella gestione locale in cambio di un tributo annuale.
Nel 1957 i britannici stabilirono una base RAF nell’atollo di Addu (isola di Gan), dove furono impiegati centinaia di maldiviani. Diciannove anni più tardi il governo britannico decise di lasciare la base, perché troppo onerosa da mantenere.
Il 26 luglio del 1965 le Maldive divennero finalmente uno stato indipendente e tre anni più tardi fu dichiarata la repubblica con il primo ministro, Ibrahim Nasir, eletto come primo presidente.
Nel 1978 Maumoon Abdul Gayoom assunse la carica di presidente e fu rieletto sei volte.
Nel 2008 nelle prime elezioni democratiche delle Maldive, Mohamed Nasheed, l’uomo che era stato imprigionato, torturato e che era diventato il simbolo del movimento delle riforme delle Maldive, è diventato il nuovo Presidente delle Maldive. L’8 febbraio 2012 è stato costretto a rassegnare le dimissioni a causa di un colpo di stato. Il giorno dopo è stato eletto Presidente il Dr. Mohammed Waheed Hassan, vice Presidente durante il mandato di Nasheed.
Il 16 novembre 2013 è stato eletto il nuovo Presidente delle Maldive: Abdulla Yameen.
In accordo con la Costituzione, il Presidente è il capo dello stato, dell’esecutivo e dei quarantotto membri del Parlamento.
Le Maldive sono una repubblica presidenziale, membro del Commonwealth dal 1982 e membro dell’Onu dal 1965.

 

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