Cile

now browsing by tag

 
 

CILE – RACCONTI DI VIAGGIO

IMGP0242

1) AUTORE: Giorgio Cavatorti

Le grandi trote del Cile

Di questo viaggio, chi ci è stato ha scritto “ Nemmeno la mano di un grande pittore saprebbe rendere giustizia ai colori, alla luce e ai contrasti di questa terra dove finisce il Mondo e comincia il Paradiso”.

La forma stretta e allungata caratterizza il Cile con una varietà incredibile di paesaggi: dagli altipiani desertici del nord dove si trova il deserto di Atacama, considerato l’area geografica più secca del pianeta, alle pianure mediterranee del Cile centrale; dalle verdi distese boschive delle regioni araucane, ai ghiacci della Patagonia cilena e della Terra del Fuoco, sino a giungere alla regione antartica. Inoltre c’è l’imponente cordigliera delle Ande, che mostra cime di oltre i 6.000 metri. Oltre questa interminabile catena montuosa, la pampa argentina, battuta incessantemente dal vento, lascia il posto ad un ambiente dove il prodigio della natura ha saputo creare un immenso giardino dove laghi turchesi, fiumi, pascoli, foreste e ghiacciai eterni sono circondati da imperiose vette che spezzano l’azzurro intenso del cielo. Un viaggio in Cile è un’esperienza indimenticabile, un impatto affascinante con una natura trionfante, sontuosa, che si esprime in mille sfaccettature diverse. Il paese, data la forma stretta e lunga, ha fiumi di corto tragitto e con carattere torrentizio. I tratti di fiume che uniscono i laghi sono angoli di Paradiso ai quali merita dedicare intere giornate. Mentre il gillie prepara carne e verdure alla griglia, si pesca a risalire mettendo la canna nei fili di corrente, nelle piane, dietro i massi e soprattutto a ridosso dei tronchi sommersi che rappresentano le tane delle trote più grosse. Le catture da oltre 50 cm sono comuni ed è entusiasmante vedere trote di queste dimensioni che salgono in superficie per poi inabissarsi e combattere con forza mettendo a rischio, ogni volta, la rottura del pur robusto finale. In Cile la pesca a mosca raggiunge livelli di eccezione paragonabili solamente alla Nuova Zelanda, dove pescare in acque cristalline trote oltre ai 3 kg è la norma e non l’eccezione.

IMGP0342

2) AUTORE: Emilio Arbizzi

Il bel vivere alla fine del mondo

Day 1
La locanda Bomberos nel centro di Coyhaique è a due passi dal nostro lodge dove abbiamo appena depositato i bagagli, le nostre guide avevano riservato un tavolo sapendo che dopo tante ore di volo avremmo gradito molto una succulenta bistecca di manzo e un fresco boccale di birra.
Le foto di salmoni catturati nel vicino Rio Simpson appese alle pareti ci calano immediatamente nell’atmosfera che già respiravamo da giorni nei nostri sogni.
I ricordi di un precedente viaggio in Cile e i racconti delle guide sul nuovo itinerario che affronteremo accendono l’entusiasmo al punto tale che dimentichiamo il bisogno assoluto di un sonno ristoratore.

Day 2
La mattina seguente, dopo un breve viaggio, scendiamo il Manihuales a bordo di 2 barche; è un possente fiume di fondovalle certamente ricco di grandi trote, ma la giornata è caldissima e nell’acqua l’attività è assolutamente nulla. Solo la pesca a streamer consente di catturare iridee di ottima taglia e 100 Tortelli ne prende una enorme proprio quando la telecamera non è in funzione. Lanciare esche così pesanti richiede però una tale fatica che non è certamente ripagata come meriterebbe.
In compenso non potevamo trovare giornata migliore per fotografare i paesaggi al tramonto che, accompagnato da un tiepido vento, regala una luce straordinaria.
Una breve colazione mentre le guide già ci attendono in strada poi di corsa a caricare i pick up e siamo pronti per affrontare i 350 km di Carretera Austral. Molti hanno scritto di questa infinita lingua di ghiaia: viaggiatori, scrittori, artisti, sognatori, giramondo…pur dando sfogo alla più fervida fantasia, niente potrà lasciarvi un segno come il percorrerla.
Il Lago General Carrera è sferzato da un vento teso che solleva onde alte più di un metro, facciamo una breve sosta nell’unico ristorante circondato da un ristretto agglomerato di casette di legno, un micro-paesino il cui nome dice tutto: Puerto Tranquilo.
Prima di riprendere la strada ci concediamo un pranzo veloce e poi proseguiamo verso sud.
Siamo ormai alla sesta ora di viaggio, il Lago Bertrand è quasi dietro l’angolo e dopo poco siamo al lodge: è molto bello, costruito completamente in legno su palafitte in riva al famoso Rio Baker, all’esterno dei lodge, arredati con molto buon gusto, un patio con una grande vasca e un’abbondante scorta di legno per il camino e per scaldare l’acqua.
Il Rio Baker è immenso, una montagna di acqua blu che scorre impetuosa, un alternarsi di onde spumeggianti che si accavallano per poi quietarsi in piane mansuete, il pensiero di pescarlo mette soggezione. La frenesia di provare prende il sopravvento e, nonostante la stanchezza di un lungo viaggio, montiamo le canne e svolgiamo le code. Nelle piccole insenature le trote pinneggiano quasi in superficie ma non sono molto collaborative, forse sentono il tempo che sta cambiando di nuovo! In effetti di lì a poco pioverà e si alzerà un vento gelido che ci spinge nella sala ristorante al caldo di un grandissimo camino, un piatto di ottima carne e di un buon vino Cileno aiutano a programmare meglio il domani.

Day 3
Nonostante le pessime previsioni al risveglio troviamo un cielo quasi sereno e totale assenza di vento, prepariamo l’attrezzatura sulle barche e scendiamo il fiume che sembra diventare sempre più grande. Mai visto un fronte d’acqua tanto esteso e tanto profondo. A lato dei gorghi d’acqua le trote sembrano immobili: sono in attesa della preda che ghermiranno fulmineamente non appena toccherà il pelo dell’acqua.
Le Rainbow sono le più cattive, combattive e velocissime, decisamente più divertenti e spettacolari da contrastare, le brown invece sono più belle, più eleganti e anche più grosse. Anche la pesca a streamer è redditizia e certamente più adatta a catturare gli esemplari over 50 che sono abbastanza comuni.

Day 4
Il giorno dopo il vento e la pioggia ci accompagnano per i 40 km che ci separano dal Rio Cochrane, la strada è quella che porta a Villa O’Higgins, dove termina la Carrettera Austral. Da qui, volendo proseguire verso Sud, occorre incrociare la Ruta 40 in Argentina poi ancora di nuovo a El Calafate quindi Puerto Natales e Puntas Arenas. Sei ormai in Terra del Fuoco, in fondo al mondo. Più giù non c’è altro.
Il Rio è molto profondo delimitato da alberi e cespugli piegati fin sull’acqua, sul fondo i tronchi sommersi costituiscono un riparo eccezionale per le trote che proviamo a stanare lanciando pesanti streamer da recuperare con estrema rapidità. Mentre io e Brave scendiamo, Aladino e Lancillotto salgono il fiume. La pesca si presenta da subito molto difficile, spesso l’esca si incaglia nei tronchi sommersi, ma alcune belle iridee riusciamo a catturarle, poi in un’ansa del fiume delimitata da un vortice di corrente la coda di Brave si tende tagliando l’acqua, lui solleva prontamente la canna ed inizia una serrata lotta con un pesce enorme che solo dopo 5 minuti abbondanti di tiro alla fune pare cedere e finalmente, non senza fatica da parte del nostro gillie, si lascia guadinare.
E’ una trota gigantesca, non particolarmente slanciata ma veramente bellissima e colorata.
La soddisfazione alimenta l’appetito e l’ampio prato poco più avanti è il miglior ristorante della zona. Intanto il vento si fa più forte e stanno arrivando le prime gocce, decidiamo di rientrare. I nostri compagni sono raggianti, hanno catturato trote enormi, e Lancillotto? Ha fatto certamente il record del viaggio con un “trofeo” da bacheca.

Day 5
La mattina successiva il tempo è bizzoso: 10 minuti di sole 5 minuti di pioggia, nulla però che comprometta la nostra partenza in barca sul Lago Bertrand e, dopo pochi minuti di lenta navigazione verso la sponda più protetta dal vento, siamo già in pesca. Primo lancio primo perca! E’ un pesce nativo del Cile, prima dell’introduzione della trota l’unico pesce presente in queste zone. Smette di piovere e il sole rende l’aria un po’ più mite; è lo streamer però che regala le catture migliori, con la secca è molto più difficile. Dove il lago finisce e si forma il Rio Baker scendiamo dalla barca e peschiamo in wading ed è proprio nel punto in cui l’acqua comincia a correre che stanno i pesci più grossi. Le iridee da oltre mezzo metro che lottano con la corrente a loro favore sono un bel test per la resistenza dei finali che, pur robusti, a volte non lo sono mai abbastanza.
Arriva sempre troppo presto il momento di incamminarsi verso la barca, preparare i bagagli e affrontare a ritroso la Carrettiera, ma la strada è lunga e, per non arrivare a notte fonda, dobbiamo sbrigarci. Sei ore di strada sterrata dove la velocità non supera i 50 km/ora, con buche, salti e polvere quasi ovunque, a parte quei brevi tratti dove la cenere di un vulcano che eruttò diversi anni fa ha reso il terreno più compatto e scorrevole. Poco dopo l’ora di cena siamo al lodge di Coyhaique, un meritato riposo ci ricaricherà per affrontare il giorno seguente.

Day 6
Il Lago Juncos è a circa 2 ore di strada rigorosamente sterrata che per un lungo tratto corre in mezzo ad un fitto bosco sulla sommità del quale si diradano gli alberi lasciando il posto alla Valle della Luna, un paesaggio quasi irreale formatosi in seguito al passaggio di un immenso ghiacciaio che nel suo lento scorrere, milioni di anni fa, ha creato una miriade di montagne di dimensioni e altezza quasi identica tra loro, a forma di panettone.
Quando arriviamo al Lago splende un bel sole ma c’è ancora tanto vento.
Camminiamo sui bordi del lago in mezzo ad alti fili d’erba che escono dall’acqua, ogni tanto si diradano lasciando spazio a piccoli canali dove, in 30 centimetri d’acqua, si nascondono trote da mezzo metro!
La prima ora di pesca è tutta tra canneti e rivoli d’acqua in caccia di enormi brown scurissime con luccicanti punteggiature rosse, poi risaliamo il rio (che ha un nome che non è un nome perchè conosciuto come “river with no name”).
Le pool del rio, mai più largo di 3-4 metri, sono sotto le cascatelle dove le trote, quasi fossero salmoni in risalita, spiccano poderosi salti per guadagnare la buca più a monte.
Ci arrampichiamo a fatica, spesso con mani e piedi e il calcio della canna stretto tra i denti, ma le grandi e selvagge trote catturate ci ripagano ampiamente delle tre ore di arduo cammino.
Il fiume Nirehuao è sulla sinistra della Valle della Luna, a valle l’Oceano Pacifico, alle spalle le Ande e di là l’Argentina. Il vento è pazzesco e anche lanciare code pesanti è difficoltoso. La fortuna però vuole regalarci un’ultima straordinaria giornata e con il passare delle ore tutto si quieta; monta una cavalletta e pesca nei sottoriva, ci dice Diego, e arrivano le prime belle catture che si susseguiranno per quasi tutto il giorno. Le trote sono certamente di buona taglia, 40 e forse più cm di media, ma non paragonabili a quelle del Lago Juncos di ieri.
Sul finire della giornata, in un momento in cui il vento pare abbia voluto regalarmi la chance migliore, la classica ciliegina sulla torta: sulla sponda opposta uno strano giro d’acqua crea una piccola rientranza nel punto in cui il fiume curva a sinistra, appena al di là della corrente principale. La sponda, alta poco meno di un metro, è quasi perpendicolare e i lunghi fili d’erba piegati fino a toccare la superficie; Diego, di fianco a me, senza proferire parola, mi fa un cenno solo con gli occhi, mi inginocchio e svolgo la coda con calma, ci saranno poco più di dodici metri e una sola possibilità, controllo la legatura, mi guardo alle spalle per accertarmi che ci sia sufficiente spazio per il lancio e stringo l’occhio al gillie che mi risponde con un sorriso.
Inizio a volteggiare la coda, la cavalletta si appoggia su un ciuffo d’erba e cade in acqua, scende per poco meno di un metro poi viene inghiottita da un’onda e da un urlo di gioia.
Farle passare la corrente non sarà facile ma l’esperienza di Diego mi aiuta e dopo alcuni minuti di strenua lotta riesco a forzarla fino al guadino: bella, bellissima, grande e cattiva. Io finisco qui e nell’ultima ora depongo le mie armi.
Seguirò dalla riva “fratello Brave” e Diego in caccia, sentendomi gillie per un po’, mentre si alza di nuovo un forte vento e compaiono nuvole nere che salgono dall’Oceano.
Finisce come era iniziata: un brindisi al ristorante Bomberos poi di nuovo in volo verso casa.

Straordinario Cile, ogni volta di più.

IMGP0359 - Copia

Cile del Nord – HOTEL & LODGE

Patagonian BaseCamp – Pristine flyfishing

Il Patagonian BaseCamp Lodge è situato a centro-sud, a Cisnes, nella XI regione.
La pesca a mosca in Patagonia è molto più di una caccia per dei pesci da trofeo; è un’esperienza culturale e naturale in un ambiente ancora inviolato e da scoprire. Il Patagonian BaseCamp e i programmi PatagoniaOne offrono un’opportunità unica per godere al meglio della diversità della Patagonia.

BASE CAMP – Rio Palena

La location del BaseCamp è stata scelta precisamente per mostrare la bellezza di questo posto. Il lodge non è soltanto nostro, ma è anche la seconda casa di molti pescatori. La posizione non potrebbe essere migliore come una base per esplorare l’area. Già nel tratto di fiume di fronte al lodge si possono fare ottime catture. Imponenti pareti verdi di alberi sorgono dal fiume turchese proprio di fronte al lodge, montagne scoscese con cime innevate, formando un singolare contrasto con il blu del cielo. Nel salotto, il camino principale è il cuore del lodge. Accomodatevi sulle sedie, distendete le vostre gambe e godetevi gli snacks e i tipici Chilean cocktails mentre condividete con i compagni di viaggio storie ed avventure.
Oppure, dopo un’emozionante giornata sul fiume, concedetevi una rilassante immersione nella caratteristica vasca idromassaggio sulle rive del fiume, o liberatevi dalle preoccupazioni e dall’ansia nella sauna. Dopo che vi sentirete rinati, sarete deliziati con una delle leggendarie cene di Carolina, una vera maestra nel combinare piatti tipici locali con la cucina internazionale.

TEMPLE CAMP – Rio Figueroa

Al limitare della foresta sulle rive del Rio Figueroa, è stato costruito un confortevole camp con spaziose tende con la forma di igloo. La vista è semplicemente spettacolare.
Avere questa proprietà sulle rive del fiume nei tratti superiori del Rio Figueroa, vicino al Lago Verde, ci ha permesso di aprire un nuovo mondo di possibilità di pesca a mosca per i nostri ospiti. Qui si accettano solo 4 pescatori alla volta, così da garantire l’esclusività della pesca. Il programma TempleCamp può essere concepito come 3 o 4 giorni in aggiunta al normale programma BaseCamp, o come parte del programma esteso 10 e 11 giorni.
Al TempleCamp trascorrerete le notti in spaziose tende a forma di cupola costruite su solide piattaforme di legno. Le “domos” sono molto confortevoli con letti, materassi e trapunte. C’è la doccia calda e toilet, un piccolo generatore fornisce l’illuminazione e fa in modo che gli ospiti possano mettere sotto carica le batterie.
All’interno del “quincho” un focolare vi riscalderà dopo una lunga giornata sul fiume. Verrà preparata una favolosa cena sulla riva del fiume, mentre il suono dell’acqua che scorre, i ricordi delle rapide e la pesca vi tratterranno dall’andare a letto. É un posto davvero magico.

RIO PALENA CAMP – Rio Palena

Dopo un intero giorno a pesca, la guida fisserà la barca proprio sotto la vostra tenda a forma di cupola. Il Camp offre confortevoli sistemazioni in mezzo alla natura con spettacolare vista.
Immaginate: la mattina lasciate il BaseCamp per un viaggetto in macchina di 2 ore. All’arrivo le barche sono in acqua e da lì in poi vivrete in un paradiso della pesca a mosca. Il fiume è cristallino, l’acqua scorre attraverso giardini rocciosi, lungo estese praterie, al di sotto di salici a strapiombo. Le trote si pescano spesso con imitazioni di grossi terrestrial come grandi perle, tricotteri e imitazioni di cavallette in foam. Siete al Rio PalenaCamp. Grandi tende dalla forma di igloo con accoglienti letti vi danno il benvenuto.
La mattina successiva continuerete il viaggio. Nel punto in cui si incontra il potente Palena, vedrete il fiume cambiare. La foresta è sempre più densa e le rive del fiume sono fiancheggiate da tronchi dove si nascondono enormi trote. Le grosse mosche in foam attirano spesso trote rainbow di grossa taglia. Entro la fine della giornata avrete perso completamente il conto: “How many fish did I land, but man oh man, how many takes did I ruin”? E poi la vostra guida vi dirà che al BaseCamp vi attendono i cocktails Pisco Sours e tutto d’un tratto il vostro viaggio termina e vi troverete di nuovo sotto una doccia calda. Che viaggio!!

PAMPAS LODGE – Rio Pico

In mezzo alla valle del Rio Pico, il lodge è a breve distanza da una dozzina di torrenti), fiumi comodi per la pesca, diramazioni dell’asta principale del fiume, lagune e laghi.

Le acque e la pesca

Gli innumerevoli fiumi, torrenti, laghi e lagune rendono le opzioni di pesca quasi illimitate. Le trote, sia fario che iridee, hanno trovato il loro naturale equilibrio sia in numero che in dimensione. Pescherete molti pesci tra i 30 e i 50 cm. Generalmente, i pesci oltre i 50 cm sono presi giornalmente, oltre i 58 cm settimanalmente. Il record del lodge sia per le trote fario che quelle iridee è di 81 cm.
Dal BaseCamp, i principali sistemi di fiumi in cui peschiamo sono Palena, Rosselot, Figueroa e Yelcho. Numerosi affluenti vi daranno la possibilità di pescare in torrenti più piccoli.
Dal TempleCamp si pesca nei tratti superiori del Rio Figueroa e nelle acque attorno al Lago Verde.
Ogni fiume e lago ha le proprie caratteristiche e i proprio segreti. A seconda della stagione e dei livelli dell’acqua, le mosche consigliate sono: hugh dry flies come Fat Alberts e Gypsy Kings, heavy streamers, traditional dries, e small bead-head nymphs.
O potrete fare sight-fishing con scarafaggi, formiche ed emergenti. E, ovviamente, ci sono dei lodge segreti che la vostra guida vi rivelerà solo a destinazione.

ATTREZZATURA ED EQUIPAGGIAMENTO

Conoscendo e pescando le acque del posto per più di 15 anni, sono state sviluppate barche moderne e in parte tailor-made. Alcune sono importate, altre localmente fabbricate. Siccome le nostre acque e la pesca sono molto diverse, operiamo con un’amplia flotta di diverse zattere e catarafts. Tutte le barche sono dotate di telai di pesca appositamente studiati; resterete sorpresi da come sono confertevoli per pescare e facili da manovrare nelle rapide.

Usiamo anche le jet boats in alluminio su alcuni fiumi e nuove barche jet boat nei laghi. Per pescare invece tra canneti di lagune più piccole, prendiamo le drift boats locali in legno e alluminio.

Dal lodge prendiamo le jet boats per portarvi nei migliori luoghi per la pesca lungo il fiume principale o in uno dei suoi affluenti, altrimenti ci dirigiamo via terra in luoghi circostanti con jeep e i pick-up 4×4 per la massima sicurezza.

Per proteggere le acque spingiamo all’uso dei Korker’s Streamborn wading boots che con la loro robustezza e le suole intercambiabili, sono la migliore scelta possibile.

Cile del Sud – Programma di viaggio – Estensioni e Tours

A0162 - (258)

Programma di viaggio
1° giorno: Partenza dall’Italia ed arrivo a Balmaceda via Santiago del Cile. Incontro con il nostro agente locale e trasferimento in hotel.
Dal 2° all’8° giorno: Pesca nei numerosi fiumi e laghi della zona, sempre accompagnati dalla guida (una guida ogni due pescatori!) con fuoristrada e barca a disposizione.
In genere – nel corso della settimana – ci si sposta in 2 o 3 lodge, in modo da poter pescare in zone differenti.
9° giorno: Rientro a Balmaceda e partenza con volo di rientro per l’Italia.

IMGP0501

Gallery Cile del Sud

Cile – Fly Fishing Info

Il paese, data la forma stretta e lunga, ha fiumi di corto tragitto e con carattere torrentizio. I tratti di fiume che uniscono i laghi sono angoli di Paradiso ai quali merita dedicare intere giornate. Mentre il gillie prepara carne e verdure alla griglia, si pesca a risalire mettendo la canna nei fili di corrente, nelle piane, dietro i massi e soprattutto a ridosso dei tronchi sommersi che rappresentano le tane delle trote più grosse. Le catture da oltre 50 cm sono comuni ed è entusiasmante vedere trote di queste dimensioni che salgono in superficie per poi inabissarsi e combattere con forza mettendo a rischio, ogni volta, la rottura del pur robusto finale. In Cile la pesca a mosca raggiunge livelli di eccezione paragonabili solamente alla Nuova Zelanda, dove pescare in acque cristalline trote oltre ai 3 kg è la norma e non l’eccezione.

Mosche consigliate:

Cile

cile

Paese che può essere definito come tricontinentale, perché si estende in Sud America, in Antartide e in Oceania, culla di tradizioni contrastanti, da quella popolare a quella cosmopolita delle città, attrae per i suoi paesaggi unici e i suoi affascinanti contrasti: dal deserto più arido del mondo ai ghiacciai della Patagonia, dalle Ande all’esotica Isola di Pasqua. Terra dalla storia millenaria arricchita dai popoli e dalle culture che l’hanno caratterizzata di volta in volta: Incas, Atacameños, Mapuches, Pascuenses. Un viaggio in questa terra rimane un’esperienza indimenticabile… un impatto affascinante con una natura trionfante, sontuosa, che si esprime in mille sfaccettature diverse. Di questo Paese chi ci è stato ha scritto “Nemmeno la mano di un grande pittore saprebbe rendere giustizia ai colori, alla luce e ai contrasti di questa terra dove finisce il Mondo e comincia il Paradiso”.

Geografia
Il territorio del Cile continentale si colloca su una lunga striscia di terra situata fra l’Oceano Pacifico e la Cordigliera delle Ande.
La forma stretta e allungata caratterizza il Cile con una varietà incredibile di paesaggi: dagli altipiani desertici del nord dove si trova il deserto di Atacama, considerato l’area geografica più secca del pianeta, alle pianure mediterranee del Cile centrale; dalle verdi distese boschive delle regioni araucane, ai ghiacci della Patagonia cilena e della Terra del Fuoco, sino a giungere alla regione antartica. Inoltre c’è l’imponente cordigliera delle Ande, che mostra cime di oltre i 6.000 metri. Oltre questa interminabile catena montuosa, la pampa argentina, battuta incessantemente dal vento, lascia il posto ad un ambiente dove il prodigio della natura ha saputo creare un immenso giardino dove laghi turchesi, fiumi, pascoli, foreste e ghiacciai eterni sono circondati da imperiose vette che spezzano l’azzurro intenso del cielo.
Il Cile è attraversato da diversi corsi d’acqua che, generalmente, discendono dalla Cordigliera delle Ande dirigendosi verso l’Oceano Pacifico. A causa della caratteristica conformazione del territorio la maggior parte dei corsi d’acqua sono piuttosto corti e con una portata scarsa.
Fanno parte del Cile alcuni territori insulari nell’Oceano Pacifico, come l’Isola di Pasqua e le Isole Juan Fernández.

Storia
Al momento della colonizzazione europea, il Cile era abitato dagli Araucani, stabilitisi nella Gran Vallata centrale dopo aver assoggettato le tribù autoctone in epoca imprecisata. Le popolazioni indigene del Cile resistettero tenacemente alla colonizzazione spagnola del paese, tanto da mettere più volte a repentaglio la sopravvivenza stessa della colonia. Le caratteristiche di inaccessibilità di larga parte del territorio, ricoperto di catene montuose, non permettevano, infatti, agli Spagnoli una completa sottomissione delle popolazioni locali. Tra Sei e Settecento la colonia conobbe un discreto sviluppo economico grazie alla richiesta del grano cileno e all’importanza dell’allevamento del bestiame. Questa crescita economica favorì lo sviluppo di un’aristocrazia locale di origine europea, i Creoli, che divenne protagonista dei moti indipendentisti contro gli Spagnoli. Per liberarsi del dominio spagnolo, José de San Martín, uno degli artefici dell’indipendenza dell’America Latina, nel 1817 sconfigge l’esercito spagnolo ed occupa Santiago, la capitale cilena. Nel 1818 viene proclamata l’indipendenza cilena. Il nuovo Stato cileno imboccò una strada fortemente autoritaria e conobbe un lungo periodo di stabilità politica e sicurezza economica. Anche la guerra del Pacifico (1879-83), vinta a spese del Perù e della Bolivia, permise al Cile di ingrandirsi territorialmente conquistando regioni minerarie, ricche di giacimenti di salnitro e importanti province costiere. Nel 1891, però, si accendeva lo scontro tra le forze reazionarie e accentratrici, facendo così precipitare il paese in una sanguinosa guerra civile che lasciava irrisolte le forti tensioni sociali. Nella prima metà del Novecento il paese fu più volte sull’orlo della bancarotta e della guerra civile e la vita parlamentare conobbe ripetuti interventi dei militari, tentativi di colpi di Stato e scioperi. La vittoria del socialista Salvador Allende alle elezioni presidenziali del 1970 determinò l’introduzione nel paese di riforme radicali in favore delle classi subalterne, furono nazionalizzate importanti industrie e fu avviata una politica di apertura verso Cuba e i paesi socialisti. L’ostilità verso queste scelte e le crescenti difficoltà economiche del paese alimentarono la tensione a Santiago, dove, nel settembre 1973, con un sanguinoso colpo di Stato, il generale Augusto Pinochet s’impadroniva del potere bombardando il palazzo presidenziale. Seguirono quindici anni di brutale dittatura, che videro decine di migliaia di oppositori del regime scomparire nel nulla. Alla fine degli anni Ottanta, fallito il tentativo di Pinochet di restare ancora al potere attraverso un referendum, si apriva nel paese il processo di transizione dal regime dittatoriale alla democrazia.
Nel 2000, a conclusione di un decennio caratterizzato da un buon andamento complessivo dell’economia, dal ristabilimento delle relazioni diplomatiche con Cuba e dall’entrata del paese nel Mercosur (Mercato comune del Sud), di nuovo un socialista, R. Lagos, veniva eletto alla presidenza della Repubblica. Nel 2004 la magistratura cilena metteva agli arresti domiciliari Pinochet per i crimini commessi contro l’umanità.

Hotel & Lodge

Programma di viaggio Cile del Nord

Fly Fishing Info

Info e consigli di viaggio

Commenti e racconti di viaggio

Gallery