Nuova Zelanda

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Nuova Zelanda – FLY FISHING INFO

Auckland è la capitale della Nuova Zelanda, ed ha una concentrazione di barche superiore ad ogni altra città al mondo. Da qui, ad un paio d’ore di auto in direzione sud si arriva in una delle aree migliori al mondo per la pesca a mosca alle trote sia iridee che fario. Questo territorio, vicino ai laghi Rotorua e Taupo è caratterizzato da molti geyser, e offre ai turisti ogni confort e prezzi per la pesca abbastanza accessibili. In un’ora di fuoristrada, infatti, si può accedere a numerosi torrenti dove con una guida esperta (indispensabile) si possono passare giornate indimenticabili. Questa zona di pesca offre tre o quattro affluenti del lago Rotorua, alcuni del lago Tarawera, altri del lago Rototiti e altri ancora del Lago Okataina. Le tecniche di pesca sono molte: dalla traina con grossi artificiali nei laghi, alla pesca a mosca a vista in minuscoli torrenti.

In questa zona la stagione migliore va dalla meta di dicembre alla fine di marzo, fatta eccezione per il Tongariro, affluente maggiore del lago Taupo, che con la sua risalita di Steelhead invernali ha la stagione migliore di pesca invertita (luglio-agosto). L’isola del sud è considerata da molti il luogo migliore al Mondo per la pesca a mosca secca, e specialmente a Queenstown, si respira una vera e propria ossessione per gli sport all’aria aperta. Un’ottima zona per la pesca si trova a nord-est di Queenstown nelle vicinanze del lago Wanaka e del Mount Aspiring National Park. Qui gli affluenti del lago, che attraversano piccole valli quasi disabitate, sono facilmente raggiungibili, pieni di grosse trote sia fario che iridee. Sempre verso sud si arriva nella regione del Fiordland che, con un’area di circa 1 milione di ettari, è il più grande parco nazionale della Nuova Zelanda. Sono stati selezionati i migliori lodge di pesca e le guide piu professionali per questa destinazione, ma per chi vuole un viaggio itinerante vi sono molte altre possibilità.

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Nuova Zelanda

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Fiordi, maori, natura selvaggia, parchi, geyser, vulcani: la Natura (“N” maiuscola”) esprime il meglio di sé in Nuova Zelanda. Uno dei più selvaggi e incontaminati arcipelaghi del mondo, una fauna e una flora speciale e protetta, il calore umano di un popolo accogliente e un patrimonio artistico e culturale, che testimonia l’arrivo dei maori su questa terra, sono solo alcuni dei motivi che rendono indimenticabile una visita in questo Paese.

Il nome “Nieuw Zeeland” (dalla Zeeland, provincia dei Paesi Bassi, il cui nome significa “terra di mare”), fu coniato da un ignoto cartografo olandese. Tale nome venne in seguito anglicizzato da James Cook in “New Zealand” mentre “Aotearoa” è l’antico nome dato dal popolo Māori all’odierna terra della Nuova Zelanda. Ci sono varie traduzioni del nome originale, ma quello più comunemente usato è “Land of Long White Cloud”, che significa “Terra dalla lunga nuvola bianca” (Ao: nuvola; Tea: bianca; Roa: lunga).

Geografia
Situata nell’Oceano Pacifico, a metà strada tra l’Equatore e l’Antartide, la Nuova Zelanda è bagnata a est dall’Oceano Pacifico e ad ovest dal Mar di Tasmania. É uno stato insulare dalla forma lunga e stretta dell’Oceania formato da due isole principali, l’Isola del Nord e l’Isola del Sud separate dallo stretto di Cook. Il territorio presenta numerosi corsi d’acqua che nascono dai rilievi, sono però per la maggior parte molto brevi e discontinui e laghi e cascate sono frequentemente interposti nel corso del fiume.

Storia
L’insediamento degli umani in Nuova Zelanda ebbe inizio con gruppi di polinesiani che vi giunsero tra il 1000 e il 1300 d.C. che forgiarono l’identità del popolo māori. In epoca successiva un nucleo di māori lasciò la Nuova Zelanda alla volta delle isole Chatham, dando vita alla cultura “moriori”. Il primo europeo a raggiungere la Nuova Zelanda fu l’esploratore olandese Abel Tasman nel 1642 e grazie al suo viaggio un cartografo compatriota battezzò la terra “Nieuw Zeeland”, dal nome di una regione dell’Olanda.
L’arrivo del capitano James Cook nel 1769 portò alla colonizzazione della Nuova Zelanda da parte della Gran Bretagna. I maori chiamarono i nuovi arrivati “pakeha”, parola usata ancora oggi per indicare i neozelandesi di etnia europea. I primi coloni si trovarono di fronte una terra aspra e sconosciuta. Potendo contare su pochi generi di importazione, essi inventarono e fabbricarono ciò di cui avevano bisogno. Alcuni maori e pakeha commerciavano, lavoravano e vivevano a stretto contatto gli uni con gli altri. Ma con l’aumentare del numero di coloni, la popolazione maori iniziò a subire requisizioni di beni e aggressioni di tipo militare, oltre a contrarre malattie infettive. I coloni europei portarono con sé innovazioni come la parola scritta e il cristianesimo, oltre alla patata e al moschetto che ebbero un profondo impatto sulla società maori. Nel frattempo intorno allo Stretto di Cook presero a far scalo cacciatori di balene inglesi, americani e francesi. Preoccupato dalle mire espansionistiche francesi e dalla colonizzazione dei bianchi, il governo britannico decise di inviare William Hobson al fine di reclamare la sovranità britannica e stipulare un trattato con i nativi. Fu così che dal 1788 al 1840 la Nuova Zelanda fece formalmente parte del Nuovo Galles del Sud. La vera svolta fu determinata dal Trattato di Waitangi. A partire dal 1840 consistenti ondate di coloni europei giunsero in Nuova Zelanda. I māori inizialmente si mostrarono desiderosi di commerciare con i bianchi e, proprio grazie a questo tipo di attività, diverse tribù riuscirono ad arricchirsi. La situazione cominciò però a peggiorare quando, di fronte alla crescita degli insediamenti dei bianchi (stimolata dalla scoperta dell’oro, avvenuta nel 1861), i māori cominciarono a temere di perdere il controllo della loro terra. Tali contrasti portarono alle cosiddette guerre māori, combattute tra gli anni sessanta e settanta dell’Ottocento e che causarono ai māori la perdita della gran parte delle loro terre. Nel 1854 venne insediato il primo parlamento neozelandese; nel frattempo la capitale venne trasferita da Auckland a Wellington, località scelta sullo stretto di Cook per impedire che l’Isola del Sud diventasse una colonia separata. Nel 1893 la Nuova Zelanda si distinse quale primo paese al mondo a riconoscere il diritto di voto alle donne e grazie ad altri provvedimenti ebbe una delle più avanzate legislazioni sociali del tempo. La Nuova Zelanda divenne completamente indipendente nel 1947. L’economia neozelandese sperimentò notevoli difficoltà durante la Grande depressione. Contingenti neozelandesi combatterono durante la Seconda guerra boera, durante le due guerre mondiali, durante la Guerra di Corea e la Guerra del Vietnam. Dal punto di vista economico, il periodo successivo alla seconda guerra mondiale fu di grande prosperità per la Nuova Zelanda. In quel momento, però, i māori iniziarono a trasferirsi nelle città in cerca di occupazione e a protestare sostenendo il mancato rispetto del Trattato di Waitangi. Nel frattempo i legami economici con la Gran Bretagna cominciarono ad allentarsi a causa dell’ingresso di quest’ultima nella Comunità Economica Europea. Numerosi cambiamenti economici e sociali si verificarono nel corso degli anni ottanta grazie all’allora ministro delle Finanze Roger Douglas (le trasformazioni di quel periodo sono note come “Rogernomics”).
La Nuova Zelanda è una monarchia parlamentare.

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