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POLONIA – HOTEL & LODGE

HOTEL SALAMANDRA

Dopo un’intera giornata di pesca il comfort e un buon riposo sono di vitale importanza.
L’Hotel Salamandra, situato a Hoczew in una tranquilla zona rurale fuori Lesko, offre sistemazioni di qualità e dispone di un ristorante. Il fiume San scorre proprio vicino all’Hotel e dista meno di un chilometro dallo special stretch; questa vicinanza permette ai pescatori di sfruttare al massimo il tempo per la pesca.

SISTEMAZIONI
L’Hotel dispone di 36 spaziose camere tra camere comfort e suites dotate di TV satellitare, telefono, WiFi gratuito e bagno privato.
Le suites vi accolgono con un soggiorno, camera da letto, bagno con jacuzzi e toilette.

SERVIZI
L’eccellente ristorante, costituito da tre diverse sale tutte dotate di aria condizionata, vi delizierà con piatti tradizionali polacchi e piatti internazionali.
La Sala del Camino con un decoro unico e un ambiente per 60-70 persone.
La Banquet Hall, sala intima per circa 30 persone, è ideale per lo svolgimento di piccole conferenze, riunioni di lavoro e piccoli ricevimenti.
La Sala da Ballo, per circa 180 persone, è stato progettata per ospitare matrimoni, grandi ricevimenti ed eventi. Dispone inoltre di una sala conferenze (con relativa attrezzatura).

Gallery Polonia

 

Polonia, Fiume San – RACCONTI DI VIAGGIO

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1) AUTORE – Giorgio

La località in Europa che tutti i pescatori dovrebbero vedere e sperimentare almeno una volta è il fiume San nel sud-est della Polonia. Si tratta fondamentalmente di condividere un’esperienza con anime affini e di diffondere aspetti di salvaguardia del territorio all’interno della comunità europea della pesca a mosca. Stiamo organizzando alcuni gruppi di pescatori per vedere coi propri occhi la diversità delle specie che vivono in quest’area splendida e incontaminata. Il San è uno dei pochi fiumi in Europa ottimo per la pesca di trote fario selvagge, huco e temoli che vivono in diversi habitat in un fiume di grande portata.

Qualche cenno al contesto storico e geografico: la riva orientale del San ha costituito una sezione significativa della famigerata Linea Molotov-Ribbontrop, il fronte orientale del 1942, prima di essere oltrepassata dai Tedeschi nella loro feroce avanzata. Qua e là spesso troviamo ancora i bunker in cemento e le trappole per carri armati, ora ricoperte dalla vegetazione della foresta. Oggi costituisce la regione di frontiera tra l’Ucraina e la Polonia e quasi l’intero bacino idrico è un parco naturale. In Polonia questo parco è noto come Bieczszady ed è un’enorme area forestale situata tra la collina pedemontana della catena montuosa dei Carpazi e il bacino del fiume San. Ecologicamente parlando, la regione non ha eguali, visto che consiste in buona parte in un’antica foresta a foglia larga, che nel bacino del fiume lascia spazio in parte a magnifici campi di fieno, in grado di rivaleggiare con quelli delle Alpi slovene.

La fauna è stupefacente, include il castoro, gli enormi orsi bruni europei, un grosso numero di lupi che vagabondano per la regione di frontiera e l’ultima mandria di bisonti selvatici sopravvissuta in questo continente. Nello stesso parco ci sono ancora le linci, anche se io non mi sono mai imbattuto in quest’animale estremamente raro.

Il sostrato roccioso del bacino del San è costituito da ardesia, ma ci dev’essere del calcare nel bacino idrico, perché l’acqua è leggermente alcalina (ci sono pochi boschi di conifere in zona) e supporta così una vasta abbondanza e diversità di invertebrati di cui si cibano la trota e il temolo. In particolare le efemeridi e le caddis sono semplicemente straordinarie. Queste ultime sono ciò per cui forse è più noto il San. I tipi di ninfe e di crostacei sono dunque abbondanti e i gamberetti gammarus formano talvolta coltri arancioni spesse 15cm su vaste aree di sponde durante la loro migrazione a monte all’inizio dell’estate. In questi periodi di eccesso di cibo i pesci possono essere piuttosto difficili! Sono comunque le olearie dalle ali blu dei mesi estivi e autunnali le più spettacolari di tutte, con eccezionali schiuse che assomigliano a bufere di neve, di un’intensità che non si trova in nessun altro posto in Europa, e cibo principale per i pesci che si nutrono in superficie. Il San è un vivaio di trote eccezionali, ma è per i temoli che è leggendario. Non c’è davvero nessun posto in Europa (o Scandinavia) con temoli che eguaglino i suoi, considerando i numeri e l’accessibilità di questi esemplari davvero grossi. Si dice che ci siano 10.000 temoli al chilometro nel fiume San (circa 30 chilometri), e ci sono oltre cento chilometri di tratti di fiume ben popolato da queste specie. A ciò si aggiungono le trote, gli huco e anche pesci meno ricercati, in un fiume vario e con numerosi affluenti (molti dei quali contengono temoli), immerso in una bellissima campagna, un paradiso per la pesca a mosca.

Così è il San: si guada nell’immensità del fiume. L’aria è immobile e la superficie è calma, a eccezione delle bolle che formano le trote e i temoli in risalita. Anche se questo è un grande fiume per la pesca con le ninfe, la maggior parte dei pescatori vi giunge per pescare con la mosca secca. I visitatori sono sempre sorpresi dall’efficacia e dalla delicatezza delle mosche CdC con una singola piuma, presentate su una canna coda 4, con la quale prendiamo la maggioranza dei pesci. L’agricoltura qui praticata si può considerare sostenibile, ed è questo che consente al paesaggio e alle specie ospitate di sopravvivere. Questa regione ci dimostra che è possibile praticare un’agricoltura sostenibile, compresa la silvicoltura, e al contempo avere un ambiente sano affinché tutti ne traggano beneficio, comprese le creature selvagge che condividono questo spazio con noi.

Vi invito dunque sul fiume San River a sperimentare la miglior pesca alle trote di fiume, agli huco e ai temoli; venite a vedere un fiume non deturpato dall’agricoltura e a comprendere quanto gli ecosistemi dei fiumi siano sensibili anche ai piccoli cambiamenti. Il lodge di pesca in cui abbiamo soggiornato si trova giusto a ridosso della sponda del fiume. Il fiume San è probabilmente l’ultimo paradiso della pesca a mosca secca in Europa.

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Polonia

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Polonia; un paese che sfoggia una grande varietà di paesaggi: dalle vette dei Carpazi a sud, spezzati dal massiccio dei Tatra, alle immense pianure costellate di laghi e ricoperte di foreste del nord-est, fino alle bianche spiagge del Baltico, ricche di miniere di ambra.
La Polonia è un mix di vecchio e nuovo, tra le antiche città o quelle meticolosamente ricostruite dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale, i bellissimi castelli medioevali e le severe strutture dell’occupazione nazista.

Geografia
La Polonia, situata nell’Europa centrale, confina a ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, a est con l’Ucraina e la Bielorussia, a nordest con la Lituania e con la Russia e a nord è bagnata dal Mar Baltico.
Nel paesaggio della Polonia si distinguono tre grandi fasce longitudinali:
I. A nord la costiera baltica (il Litorale Baltico Meridionale) e il retroterra lacustre (Pomerania e Masuria). La costiera consiste in spiagge ampie e sabbiose, dune, formazioni lacustri, bacini, cordoni litorali, fiumi, isole e foreste. Domina il litorale basso, ma vi sono anche punti di alta scogliera.
II. La fascia comprende le grandi pianure di Slesia, Wielkopolska e Masovia e occupa una parte consistente della superficie del paese. Il paesaggio è dominato da arativo e prato, ampie vallate fluviali e tettoniche. Ma sono presenti anche rilievi, contrafforti morenici, laghi, terreni paludosi e complessi forestali compatti detti “puszcze”.
III. Al sud della Polonia il paesaggio muta completamente d’aspetto. Vi dominano gli altipiani (Slesia, Cracovia-Częstochowa, Kielce-Sandomierz e Monti Świętokrzyskie, Lublino con il massiccio del Roztocze), le montagne (Sudati, Carpazi), ma sono presenti anche vallate come quella di Oświęcim e di Sandomierz.

Storia
Lo stato polacco ha una storia lunga più di un millennio.
L’antico regno polacco cominciò a prendere una forma unitaria nella metà del X secolo, sotto Mieszko (Miecislao) della dinastia dei Piast.
Nel XII secolo, la Polonia si frammentò in molti piccoli stati, che nel 1241 vennero depredati dalle armate Mongole dell’Orda d’Oro. Sotto la dinastia Jagellone, venne accordata un’alleanza con la vicina Lituania, e l’epoca d’oro arrivò nel XV secolo con l’unione tra i due stati (Unione di Lublino), nella Confederazione Polacco-Lituana.
Nel XVI secolo, sotto la dinastia dei Jagelloni, e specialmente sotto Jan III Sobieski, era uno dei paesi europei più potenti e influenti, per poi cessare di esistere per 123 anni, in quanto spartita tra Russia, Austria e Prussia.
L’indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica di Polonia. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell’Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca. Nel 1989, le prime elezioni parzialmente libere dopo la seconda guerra mondiale, si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista.
La Polonia è una repubblica parlamentare, membro dell’Unione europea, della NATO e dell’ONU. Fa inoltre parte degli Accordi di Schengen.

Info e consigli di viaggio

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