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ISOLE FAROER – Info e consigli di viaggio

Le Isole Faroe fanno parte del Regno di Danimarca ma, in virtù del loro statuto autonomo, non dell’Unione Europea e tanto meno dell’Accordo di Schengen. Trova quindi applicazione una disciplina differente per quanto riguarda i documenti di viaggio e la copertura sanitaria.

Per ulteriori informazioni e notizie dell’ultima ora: http://www.viaggiaresicuri.it/paesi.html

EMERGENZE
I servizi di emergenza sono garantiti chiamando il n. 112 (ma verrà successivamente chiesto il rimborso delle spese sostenute dal sistema sanitario per il trattamento medico somministrato).

DOCUMENTI
Ai cittadini UE è richiesto di munirsi di un passaporto valido (senza visto per periodi inferiori ai 3 mesi) ai fini dell’ingresso nel territorio. A volte vi è la prassi di accettare la carta d’identità valida per l’espatrio, recante l’espressa dicitura “cittadinanza: italiana” (nel caso di minori la carta d’identità è accettata solo se il minore è accompagnato dai detentori della potestà genitoriale), ma è altamente consigliato di avere sempre con sè un passaporto valido.
La patente italiana è riconosciuta, così come la copertura sanitaria italiana, tramite tessera europea di assicurazione medica (TEAM); è escluso dalla copertura sanitaria il rimpatrio del connazionale.

VACCINAZIONI
Non è prevista alcuna vaccinazione obbligatoria.

LINGUA
Alle Isole Faroer la lingua ufficiale è il faroese, ma in ogni caso la maggior parte degli abitanti delle isole è in grado di parlare inglese e danese.

MONETA
L’unità monetaria delle isole Faroe è la corona faroese e il cambio è identico a quello della corona danese (che viene accettata ovunque). L’Euro viene accettato solo nelle città, ma non dappertutto; quindi, consigliamo di cambiare i contanti nella moneta locale o di prelevare agli sportelli (le banche principali sono aperte, durante la settimana, dalle 9:30 alle 16:00).  Le carte di credito (soprattutto Visa ma anche MasterCard, Eurocard, Maestro e JCB) sono accettate in hotel, ristoranti e nei grandi negozi. È possibile prelevare agli sportelli Bancomat posti fuori dalle banche.

FUSO ORARIO
Le isole Faroe si trovano sullo stesso meridiano di Greenwich e adottano anche loro l’ora legale, quindi rispetto all’Italia c’è sempre un’ora in meno.

PER TELEFONARE
Per chiamare le isole Faroe dall’Italia, comporre lo 00298 + n° del destinatario.
Dalle Isole Faroe verso l’Italia: 0039 + n° desiderato.

PERIODO MIGLIORE
Il periodo più adatto per visitare le Isole Faroe va da giugno a settembre, quando le giornate sono lunghe e si arriva ad avere fino a 19 ore di luce.

CLIMA
Nonostante le Isole Faroe siano situate al 62° parallelo Nord, il clima è sorprendentemente mite anche grazie alla corrente del Golfo. Durante la stagione invernale, le temperature si aggirano intorno ai 3°C, mentre nei mesi più caldi dell’estate la temperatura media è di 13°C. In primavera e in autunno, si registrano in media 8°C. Il meteo però è imprevedibile: spesso, infatti, nel corso della stessa giornata si alternano rovesci e schiarite.

ABBIGLIAMENTO
Si consiglia di vestirsi sempre a strati e di mettere in valigia indumenti pesanti e impermeabili anche a luglio-agosto.

ANIMALI DOMESTICI
Le isole Faroe non accettano animali (né cani, né gatti, né altri animali domestici) per soggiorni inferiori ai tre mesi; questo, soprattutto, per non compromettere la fauna locale.

CIRCOLAZIONE
Quasi tutte le isole Faroe sono collegate da un regolare servizio di pullman e di traghetti. Per circolare liberamente sull’intera rete, munitevi di un abbonamento di 4, 7 o 14 giorni. Può essere acquistato anticipatamente presso un tour operator, o direttamente sul posto presso l’autostazione di Thorshavn. Per noleggiare una macchina, è sufficiente la patente nazionale e le condizioni stradali sono ottime. Attenzione ai limiti di velocità: non superate i 50 km/h negli agglomerati urbani, gli 80 km/h su strade extraurbane e i 110 km/h sulle autostrade.  Nei periodi di gelo alcune strade sono vietate ai veicoli di peso superiore alle 5 ton. Non ci sono restrizioni per quanto invece riguarda la circolazione dei mezzi pesanti durante i fine settimana e i giorni festivi. Il tasso medio alcolico consentito per guidare 0,5 per mille.

ELETTRICITA’
Il voltaggio è di 220 V. Le prese non sono identiche a quelle italiane. Munirsi di adattatore.

BEFORE LEAVING…
Ambasciata di Danimarca
Via dei Monti Parioli 50 – 00197 Roma
Tel.: 06 9774 831

Ente Danese per il Turismo
Via Cappuccio 11 – 20123 Milano
Tel.: 02 87 48 03

SUL POSTO…
Ufficio del Turismo
Sandoyar Kunningarstova FO-210 Sandur
Tel.: +298 361836
Email: info@visitsandoy.fo

Consiglio del Turismo delle isole Faroe
Ferdarad Foroya Gongin, Thorshavn
Tel.: (00 298) 316 055

Ambasciata Italiana
Gammel Vartovvej 7 DK- 2900 Hellerup/Copenaghen
Tel.: (00 45) 39 62 68 77

Fly Fishing Info Isole Faroer

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La pesca è ovviamente ottima per il merluzzo ma vi sono anche alcuni fiumi da salmone. Per quanto riguarda la pesca d’acqua dolce ci sono numerosi laghi, alcuni dei quali abbastanza profondi,  che offrono splendidi scenari. In questi laghi si possono catturare trote fario di 2 ceppi diversi di qualità eccezionale; nei laghi più profondi , invece, non è difficile incappare in qualche trota di buona taglia. Un’altra buona possibilità di pesca è per la trota di mare all’inizio della stagione; probabilmente in aprile-maggio, costeggiando queste splendide spiagge, non mancherà qualche buon incontro.

La stagione ideale per pescare alle Isole Faroer va da giugno a settembre. Come attrezzatura si consigliano canna 9 piedi coda 5 per le trote in lago; per le trote di mare canna 9 piedi coda 8 e per salmoni atlantici canna 12 piedi coda 8,9.

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Mosche consigliate per la pesca delle trote:


Gallery Isole Faroer

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Isole Faroer – Commenti e racconti di viaggio

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1) AUTORE – Giorgio Cavatorti

La pesca è ovviamente ottima per il merluzzo, e credo che dedicarvi almeno una giornata sia d’obbligo, se non altro per mettere in frigorifero questi pesci buonissimi da cucinare in vari modi. Per quanto riguarda la pesca d’acqua dolce ci sono numerosi laghi, alcuni dei quali abbastanza profondi, che offrono splendidi scenari. In questi laghi ho catturato trote fario di 2 ceppi diversi di qualità eccezionale. Nei laghi più profondi non è difficile incappare in qualche trota di buona taglia. Vi sono inoltre alcuni fiumi da salmone che però nel periodo della mia visita, metà giugno, non erano meta di risalita, anche se ne ho scorto qualcuno in qualche buca. Un’altra buona possibilità di pesca è per la trota di mare all’inizio della stagione; probabilmente in aprile-maggio, costeggiando queste splendide spiagge, non mancherà qualche buon incontro.

L’accoglienza di questa popolazione è meravigliosa e sull’isola di Sandoy credo di avere mangiato il pane più buono della mia vita. Sicuramente le Faroer sono una nuova meta da scoprire, una destinazione non ancora battuta, dove pescare tutto il giorno senza incontrare anima viva non è un caso ma la normalità. Per i bambini è sicuramente un luogo perfetto: la quasi assenza di autovetture fa sì che ci si senta sempre tranquilli a lasciare i figli a spasso per il paese.

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Penisola di Kola – Commenti e racconti di viaggio

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1) AUTORE: Giorgio

L’impressione che si ha quando si arriva al paese di Cawanga è proprio quella della fine del mondo. Anzi probabilmente avevamo questa sensazione già 3/4 ore prima di arrivare in questa landa desolata russa. Ma occorre descrivere bene il percorso, visto che la meta è molto interessante e sicuramente ci torneremo.

Il viaggio

Partendo dall’Italia occorre arrivare a Murmansk, sulla penisola di Kola, in Russia. Noi lo abbiamo fatto da San Pietroburgo; percorrendo questa via le tariffe aeree sono abbastanza interessanti. All’aeroporto di Murmansk c’era Vasil a prenderci con il figlio. Vasil è un medico Bielorusso che ha preferito seguire la sua grande passione per la pesca al salmone e, da maggio a ottobre, insieme alla moglie e al figlio, gestisce la pesca nel Cawanga River. Subito dopo le presentazioni inizia la parte più dura del viaggio. Occorre infatti arrivare al paese di Umba, per poi proseguire con un mezzo a quattro ruote motrici sulla sabbia fino all’estuario del fiume Varzuga. E qui finisce tutto, anzi, la strada era già finita un po’ di chilometri prima… Scaricati i bagagli si attraversa il fiume con una barca e dall’altra parte ci aspetta un camion militare a 6 ruote motrici con un cassone in ferro e qualche sedia saldata sul fondo. Il tutto abbastanza confortevole.
Il profumo di avventura alza la soglia della sofferenza. La strada non c’è, si passa dal bagnasciuga, quando il mare lo permette, ai tappeti di muschi e licheni della Tundra, che offrono un passaggio agevole, a massi giganteschi dove il mezzo arranca in prima ridotta…..ma dopo alcune ore si arriva sulle rive del Cawanga. Lo si guada con il camion (ponti non ce ne sono) e dall’altra parte del fiume ecco la nostra casetta di legno che ci ospiterà per una settimana.

La pesca
Solitamente i fiumi della penisola di Kola hanno una risalita primaverile, giugno –luglio, e una autunnale. È qui che risalgono gli Osenka, i pesci di maggiore taglia. Purtroppo negli ultimi anni statistiche e previsioni sono state spesso smentite da una meteorologia che diventa sempre più imprevedibile, ma in linea di massima questa è la regola. Il Cawanga non fa eccezioni, e noi siamo andati in autunno. Le fotografie che ho scattato parlano sicuramente più di tante descrizioni: la conformazione di questo fiume è perfetta per la pesca a mosca, con piccole cascatelle e piane importanti, ci sono circa 18 chilometri di fiume a disposizione di 4/5 pescatori da esplorare con l’aiuto di un mezzo cingolato e i colori autunnali delle betulle e della flora sulle sponde danno la sensazione di stare dentro un quadro. In questa settimana ho pescato quasi sempre con la canna a una mano a mosca secca, con grossi bomber in cervo o con mosche tipo Sunrise shadow in superficie in rifle hitch. Vedere un salmone di 90 cm venire a prendere una mosca a galla giustifica anche un viaggio molto più lungo di quello che abbiamo fatto. Una cosa che mi ha colpito sono stati i pesci cosidetti “ residenti”, salmoni che sono in fiume da un paio di mesi e che hanno assunto una colorazione bruna e rossastra che li fa somigliare a grosse trote. Questi pesci, che in altri paesi come la Scozia non attaccano se non raramente la mosca, qui sono molto aggressivi e sono i primi a mangiare a galla. Incredibile!

Il lodge

La casetta in cui abbiamo alloggiato è confortevole per 5/6 persone, con una cucina fornita e spazio per riporre canne montate e wader ad asciugare. Vasil e figlio sono ottime guide e bravi cuochi, dalla colazione al pranzo sul fiume, alle cene, e sono anche grandi organizzatori. Di fronte alla casetta c’è una sauna spaziosa che fornisce acqua calda a qualsiasi ora ed è un toccasana in caso di giornate piovose.
Il paese, che non ha più di 24 abitanti, è vivo da maggio a ottobre, dopo di che ci si trasferisce tutti al paese di Umba, a circa 4/5 ore di viaggio. La fortuna di questa location sta nel fatto che non esiste un trasferimento consolidato con elicotteri da Murmansk, ciò lo rende meno accessibile, quindi non c’è la pressione di pesca di altre zone come Il fiume Cola vicino a Murmansk (dove ormai sembra di essere in fila al supermercato) e anche il pesce, meno disturbato, è più interessante. Inoltre la mancanza di mezzi di spostamento consolidati fa sì che Vasil abbia praticamente l’esclusiva di questo fiume e i prezzi sono molto contenuti, sicuramente in altre location più famose avremmo pagato molto di più del doppio… e considerati i 70 salmoni che abbiamo preso in cinque in una settimana di pesca, ne vale davvero la pena!

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ISLANDA – Commenti e racconti di viaggio

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Camminiamo da due ore. Il cielo è plumbeo. Io e Thorgils procediamo a mezza costa, tra cespugli ed erba che arriva al ginocchio. Da quando siamo partiti dal lodge i moscerini non ci hanno mai abbandonati. Sudo nei wader. Mi fermo a prendere fiato. Sulla mia destra, 100 metri più basso, in fondo al canyon, scorre la Thvera. E’ il 10 luglio. Sarò il secondo pescatore a pescarla dall’inizio della stagione.
Improvvisamente le pareti del canyon si abbassano. La guida mi dice: scendiamo. Guardo il fiume: un torrentone incastrato tra pareti di roccia. Correntine e qualche lama. Ne ho pescati di torrenti così. Ma qui la storia è diversa: siamo in Islanda, queste sono acque in cui risale il Salmone Atlantico.
Ci fermiamo. Sono fradicio. Mi cambio e monto una Hardy proaxis 9’6” per la 6 con una coda Guideline bullet galleggiante. Finale da 9” con tip da 12 libbre. Il Vanquish mi infonde fiducia. Guardo la lama: sarà lunga 20 metri e larga 8. Fosse per me la affronterei  pescando sotto.  Thorgils non mi guarda nemmeno. Guarda l’acqua che corre e mi dice “Hitch. Small”.
Dalla scatola pesco una tube fly minuscola, scarna, con una piccola piuma blu. Passo il filo nel buco laterale e lego l’amo doppio del 16. Sto basso, lancio a 45 gradi, alzo la canna e faccio pattinare la moschina. E ogni lancio scendo di un metro.
L’acqua corre. Non vedo sempre la mosca pattinare. Ma Thorgils si. “It rose !” mi sussurra. E’ salito! Riprovo nello stesso punto. Lancio, alzo la canna piano, la mosca inizia a pattinare allontanandosi dalla riva. Un piccolo movimento sulla superficie, aspetto un secondo, poi alzo la canna. C’è! La canna si piega, il cuore batte, i moscerini infieriscono. La lotta è breve: il pesce è forte ma non ha molto spazio per scappare. E’ un bellissimo maschio di 82 cm. I 15 km di camminata mi sembrano adesso un prezzo giusto da pagare. E gli altri 6 salmoni che aggancerò in piccole lame e buche faranno di questa giornata Islandese una delle più belle della mia vita da pescatore a mosca.

Ci sono luoghi, acque e pesci che – per qualche motivo – ci si piantano in testa e diventano un’ ossessione. Il Salmone Atlantico e il suo mito si erano creati da qualche tempo uno spazio sempre più ingombrante nei miei pensieri. Le immagini dei Salmoni pescati a galla in panorami lunari e fiumi dall’acqua limpida avevano trasformato il pensiero in ossessione: dovevo andare in Islanda.
Per passare al progetto sono bastati due amici fidati ed un instancabile Islandese di nome Ingo, titolare di un nuovissimo operatore di pesca. L’obiettivo era di farsi un’idea abbastanza precisa di cosa volesse dire pescare il salmone in Islanda. Per questo abbiamo chiesto ad Ingo un programma in cui avremmo dovuto pescare ogni singolo giorno, ma nel contempo visitare il maggior numero di fiumi possibile.
Abbiamo quindi pescato in 5 fiumi, tutti nella parte Ovest dell’Islanda: Litla Thvera, Haukadalsa (con l’affluente Thvera), Nordura, Laxa in Leirarsveit e Flekkudalsa. Tutti fiumi in cui pescare con canne a una mano da 9’6” e coda floating del 6 e del 7.

Ognuno di noi ha i suoi personali ricordi: una pool pescata all’infinito, un salmone agganciato con un lancio perfetto e poi perso, la mosca preferita. Ma c’è un fiume che ci accomuna nel ricordo. Pescare il Flekkudalsa ci ha fatto sentire parte di una natura immobile e persa nel tempo. Un fiume magico, che offre decine di situazioni diverse di pesca, correndo ora lento tra colline nude e prati verdi per poi accelerare in canyon rocciosi, formando lame, briglie e buche per buttarsi poi in un mare freddo e grigio costellato da centinaia di isole ed isolotti. E i salmoni meravigliosi che lo risalgono.

Abbiamo quasi sempre pescato in riffling hitch, una tecnica di pesca che ha l’obiettivo di stimolare l’attenzione del salmone attraverso il movimento della mosca sulla superficie. Il movimento è una piccola onda che la mosca crea sulla superficie grazie al fatto che è legata al terminale in posizione non lineare attraverso un nodo (hitch appunto) o un foro laterale nel tube.
Un salmone di oltre 80 cm che sale su una mosca del 16 ha una spiegazione: nella sua fase iniziale di vita nel fiume, il salmone è ritenuto essere il salmonide con la più spiccata attitudine a cibarsi in superficie. E la stessa memoria genetica che lo spinge al suo viaggio di risalita verso l’esatto punto in cui era nato, spinge questo incredibile pesce ad attaccare con violenza una piccola mosca fatta pattinare sul pelo dell’acqua.
Non tutte le mosche sono adatte al riffling hitch. In generale vale la regola che più le acque sono lente, più la mosca deve essere piccola. Ma le sorprese più belle possono venire da situazioni in cui l’acqua veloce o mossa non consentono quasi di percepire la mosca: ed una piccola onda o un movimento quasi impercettibile della superficie ti fanno alzare la canna. Ed una forza viva punta verso il fondo, si mette nella corrente, salta con un guizzo argenteo. E ti trovi come Stefano nel Flekkudalsa a combattere un Salmone Atlantico di 20 libbre in un torrente, tra correntine, balzi e pozze. E’ allora che il vero senso di pescare il salmone atlantico in Islanda appare in tutta la sua magica bellezza. Ed è in quell’esatto momento che sai che sei preso, catturato da un luogo in cui vorrai sempre tornare. E che l’ossessione ti farà compagnia per sempre.

Il 2014 per la pesca del Salmone in Islanda è stato un “annus horribilis”. Secondo il sito www.angling.is sono stati catturati 27.403 salmoni, circa la metà di quelli catturati nel 2013 (55.868). Nel Nordura – che abbiamo pescato con difficoltà a causa dei livelli alti ma di cui abbiamo apprezzato le potenzialità e la bellezza delle pool – nel 2014 sono stati catturati 924 salmoni. Nel 2013, 3.351.
Come sempre non esiste una spiegazione univoca. I biologi ipotizzano che le condizioni dell’oceano non fossero ideali quando i salmoni discesero i fiumi uno o due anni fa. Altri danno la colpa al meteo (l’estate più fredda da 15 anni a questa parte) e alcuni accusano la competizione alimentare di merluzzi e foche.
La verità è che la risalita del salmone è un evento naturale soggetto a leggi e fattori che non possono essere spiegati in modo convincente e razionale. Succedono e basta.

 

Yukon – Fly Fishing Info

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Le acque cristalline dello Yukon offrono una fondamentale esperienza di pesca in questa remota e affascinante regione del Canada, un vero paradiso sia per chi utilizza la mosca sia per chi ama la pesca a spinning. Si pescano salmoni, trote di lago, temoli artici, lucci, trote arcobaleno, salmoni atlantici e Dolly Varden durante le corrispondenti stagioni.
Il lago Dezadeash offre eccellenti possibilità di pesca alle trote di lago (namaykush), lucci e temoli. Nel fiume Sixmile, che nasce dal lago, ci sono temoli, lucci, coregoni, mentre il fiume Kathleen (a soli 15 minuti) è un altro ottimo fiume da temoli.
La stagione va da giugno alla fine di settembre con svariate possibilità di pesca: dalla pesca negli erbai di grandi lucci a vista, alla cattura di trote e temoli nei torrenti, fino alle grandi trote del lago Namaikush, variando le tecniche: trolling, mosca e spinning. Verso la fine di agosto queste grosse trote si spostano pian piano verso i piccoli torrenti che portano acqua fredda nei laghi ed è possibile pescarle quasi in superficie.
Per quanto riguarda la pesca a mosca si usano canne per code del 7,8 con code galleggianti o intermedie; le mosche da consigliare sono wolly bugger neri e verdi, ma può capitare di catturare ottimi esemplari a galla.
Per lo spinning servono canne potenti e adatte a lanciare grossi rotanti. Queste trote si difendono in modo splendido puntando sul fondo, ma a volte si lanciano dritte verso la superficie rendendo la loro cattura particolarmente divertente.
L’abbondanza di pesce in questa zona è dovuta in parte alla minima pressione di pesca e in parte al fatto che questi laghi sono quasi completamente ghiacciati da novembre a marzo; questo genera una finestra alimentare molto breve per cui i pesci ne approfittano.

Mosche consigliate per la pesca dei lucci:

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Yukon Programma di viaggio – Estensioni e Tours

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Programma di viaggio
1° giorno: Volo per Whitehorse, capoluogo del territorio dello Yukon.
All’arrivo, prelievo dell’auto a noleggio e trasferimento di circa 2 ore per il Dalton Trail Lodge.
Dal 2° al 7° giorno: Pesca nei laghi e fiumi della zona. Barche sempre a disposizione nell’home lake incluse nel prezzo, e varie possibilità di escursioni con o senza guida.
8° giorno: Trasferimento a Whitehorse e partenza per volo di rientro.

 

I titolari del lodge organizzano, ad un paio d’ore di distanza, una splendida escursione. Con una barca cabinata e ben motorizzata ci si perde letteralmente in un lago enorme, a pesca di lucci e trote, a volte scendendo per pescare da riva o negli erbai; dopodiché si passa una notte in una casetta da trapper sulle rive del lago. Bistecca e patate per cena in stile cow boy e notte in sacco a pelo. Una meraviglia!
Il giorno dopo si prosegue la pesca per poi rientrare la sera al lodge.
In questa area non è difficile incontrare aquile testa bianca, orsi e alci, e la quantità di pesci spiega come mai il Dalton Trail Lodge sia stato costruito proprio qui.

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